martedì 28 settembre 2010

PERCHE' IO VALGO


guardavo svogliato una sitcom sulla vita lavorativa in un tipico ufficio.
dove non succedeva nulla di particolarmente interessante.
o di rocambolesco.
il tutto risultava comunque piuttosto divertente per merito di personaggi caratteristici che calcavano la scena.
c'era la ragazza bruttina.
lo sfigato.
il ciccione.
il capo scemo.
la vecchia che non capisce un cazzo.
il ragazzo che cerca di fare carriera a tutti i costi.
la zoccola.
e via discorrendo.
e mi sono reso conto che questi personaggi sono, in realtà, gli stessi che si possono trovare in qualunque ufficio, in ogni parte del mondo.
suvvia, in quale ufficio manca, ad esempio, un tizio che, pur essendo costantemente indaffarato, non conclude mai un cazzo?
o in quale ufficio manca una bruttina che cerca di darsi un tono all'interno del suo cubicolo perché magari è l'unica donna nel raggio di tre stampanti e quindi può permettersi di tirarsela un po'?
e dove manca il tizio sfigato che viene rimbalzato da tutte le colleghe compresa la bruttina di cui sopra?
da nessuna parte, direi.
ora il punto è: perché di fronte ad una scena del genere non ci sorge mai e poi mai il dubbio di essere proprio uno di quei personaggi?
il dubbio di essere proprio lo stronzo che ci sembra così stupido ed inutile.
voglio dire: siamo naturalmente così sicuri di essere migliori di loro?
beh, ho paura che in effetti il nostro personale sistema di misura abbia due scale diverse quando valutiamo noi stessi o gli altri.
che, se ci vedessimo rappresentati nella nostra mediocrità, avremmo molto meno da ridere.
eppure, di gente ridicola, è pieno il mondo.
di gente come noi, intendo.
noi, con la nostra mediocrità da sagra paesana, lo stiamo inzaccherando.
eppure noi valiamo.
nessun dubbio.
ora...

credo vi sia una ragione generale che regola questa cosa.
che spiega tutta la miseria che esiste al mondo e, contemporaneamente, che ci spinge a comprare l'oréal.
perché quello che mi disturba non sono, che ne so, le scopiazzate di luttazzi.
quello che mi disturba, in realtà, è l'apparente livrea di assoluta purezza intellettuale di quelli che fanno gran discorsi filosofici con travaglio. e poi scappano in bicicletta come dei pirla perché tentano di intervistarli.
perché gli altri sono tutti loschi e meschini figuri privi di morale.
e invece qualsiasi cosa noi si faccia, allora il problema non sussiste.
perché in questo caso si tratta di una questione di principio.
uno stile tipicamente italiano...
vado un po' oltre.
quelli che: "io sarei un ladro perché scarico films e musica da internet? no, no. i ladri sono solo quelli al governo."
sempre che non si stia cercando di fare carriera con il proprio gruppetto sfigato rock progressivo.
allora non andrebbe niente bene che tutti scaricassero aggratis.
che il lavoro degli altri va rispettato.
eccome...
del resto non è questo il senso della pubblicità "perché io valgo?".
voglio dire.
la pubblicità di un prodotto cerca di rivolgersi al maggior numero di clienti possibili. giusto?
cosa presuppone allora questa frase all'apparenza innocua?
semplicemente che è matematicamente provato e previsto che la maggior parte delle persone si lascino lusingare dalla possibilità di valere qualcosa.
ma se vi ponessero la domanda in termini diversi?
ad esempio, se vi chiedessero: "quante sono le persone che secondo voi valgono, tra quelle che conoscete?".
beh, allora sono certo che comincereste a scartare il 98% dei vostri amici e il 100% dei vostri parenti.
e vi dirò: avreste pienamente ragione.
perchè è questa la triste verità.
la maggior parte della gente non vale nulla.
non viviamo in una luccicosa pubblicità dove sono tutti fichi, belli e in grado di salvare il mondo da una fine annunciata.
la maggior parte della gente appartiene alla categoria "spazzatura".
tranne me.
e voi lettori di questo blog, ovviamente.
che, noi, valiamo un casino.

mercoledì 22 settembre 2010

APPUNTI DI VIAGGIO: DUBLINO


1 - gli irlandesi sono un popolo davvero ironico.
almeno a giudicare dalle pubblicità incollate sugli autobus.
non voglio infatti pensare che qualcuno abbia seriamente pensato di convincere un qualsivoglia essere umano che il tizio a destra rappresenti un modello da raggiungere a fronte di un cospicuo esborso di denaro.
ma in effetti tutto è possibile.



2 - il calcio gaelico vale da solo il costo del bliglietto d'aereo.
è infatti quello che si potrebbe definire uno sport completo.
praticamente funziona così: si gioca su un campo da rugby. però con un pallone da calcio.
i giocatori devono avanzare palleggiando con la mano, come nel basket, ma ogni tre passi si devono fermare, fare un palleggio con i piedi, e poi riprendere la palla con le mani.



per passare il pallone ad un compagno di squadra, invece, si fa una battuta dal basso come nella pallavolo.
però non è consentito placcare gli avversari come nel rugby.
a meno che l'avversario non lo colpiate sulla spalla.
in questo caso è praticamente consentito tutto.
anche entrare di pugno dopo una rincorsa di cento metri.
le porte sono fatte come nel rugby, e si segna lanciando la palla, in alto, tra i due pali.
ma sotto i pali c'è anche la porta da calcio.



e pure il portiere.
e si può segnare anche sotto, certo.
con i piedi o con le mani.
o come cazzo vi pare.
dietro ognuna delle due porte ci stanno pure due tipi vestiti da tecnici di laboratorio e sventolano una bandierina.
ma i criteri con cui avviene lo sventolio sono, ad oggi, ancora avvolti dal mistero.



insomma: un coacervo di regole così insensato che, pare, sia stato copiato dagli sceneggiatori di lost per la puntata sull'infanzia di jacob.

consiglio spassionato: se avete cenato alle 18 (perché lì si usa così) e andate a vedere una partita di campionato in cima ad una collina con una temperatura intorno agli 8 gradi, giusto in corrispondenza con l'inizio della digestione e indossando solo una t-shirt, vi godrete l'incontro al massimo.

3 - fatta eccezione per gli spalti dei campi da gioco di cui al punto precedente, in genere gli italiani si riconoscono subito.
hanno una carnagione più scura rispetto agli altri.
vestono in maniera decisamente più ricercata.
ed indossano il giubbotto anche ad agosto.

4 - la costituzione irlandese, all'art. 1 così recita: “cicciona è bello”.
o almeno questi  devono essere stati gli intenti del legislatore, constatato il numero di donne sopra i cento chili che si incrociano per strada.
il che non sarebbe poi un fatto degno di nota se non fosse che la quasi totalità di questi insaccati ambulanti sono dotati di minigonna vertiginosa ed ostentano tacco 14 e camminate che nemmeno eva longoria.

5 - il top della moda femminile 2010 consiste nell'assomigliare il più possibile ad amy winehouse.
trucco e capigliatura compresi.
ma con un aspetto generalmente molto meno curato e rassicurante.
lo so. lo so...
non sono popoli molto evoluti. che vi devo dire.

6 - non vorrei però che pensaste male.
in irlanda ci sono anche un sacco di ragazze fighe, eh... intendiamoci.
sono longilinee, sensuali, biondissime, simpatiche ed estroverse.
e sono polacche.

7 - nei locali la cura del dettaglio non è il punto di forza.
tanto per dire, in uno dei locali più giovani e cool della città il concetto di entrée e di coperto si fondono in un paradossale connubio.
praticamente non c'è la tovaglia.
ti viene consegnata una sola fetta di pane, che ti deve durare per tutta la cena.
e ti danno un piccolo contenitore contenente due cucchiai di olio d'liva con uno spruzzo di aceto.




difficile pretendere di più da un paese in cui la produzione annua di birra è in corrispondenza biunivoca con il numero di ragazze madri under 18.

8 - grazioso vezzo: le strisce pedonali sono verticali invece che orizzontali.
la figa, invece, verticale come sempre.

giovedì 9 settembre 2010

EMPTY


oggi nessun amico ha lanciato appelli su facebook in difesa di qualcosa o di qualcuno.
e così non ho potuto aderire all'iniziativa con un click del mouse ben assestato.
mi sento così vuoto...
è così bello sentirsi utili agli altri.
far sentir loro che ci siamo.
che siamo lì a condividere le pene del cane puffy abbandonato in autostrada o del bambino guatemalteco sommerso dal fango.
e donare loro un sorriso. (*)
con un click.
e oggi mi hanno negato questa libertà.
sporchi fascisti.
perché chi non permette agli altri di fare del bene con un click è un fascista.
come la nutella.
e la blogfest.

(*) non sono tecnicamente sicuro che in realtà i cani sorridano. ma in fin dei conti chissenefrega. i proprietari dei cani sono dei fascisti. e questo è quello che conta.


lunedì 6 settembre 2010

5 COSE PER CUI NON VALE LA PENA VIVERE


dopo profonde riflessioni e scambi di opinioni con amici e conoscenti elenco, a vostro uso e consumo, le 5 cose più fastidiose che potete trovare per strada. in modo che possiate riconoscerle ed evitarle in tempo, se riuscite.

al 5° posto: le auto non sportive gialle. (con particolare attenzione per la fiat punto.)

al 4° posto: i baffi scolorati delle donne. (che tanto non si vedono mica...no, no...)

al 3° posto: i ciccioni sulle moto da strada.

al 2° posto: le scarpe a punta da uomo in finto coccodrillo.

al 1° posto assoluto: le donne che indossano i sandali col tacco o, peggio, le zeppe, con le dita dei piedi sporgenti. (ce ne sono, ce ne sono...)