lunedì 31 maggio 2010

APPUNTI DI VIAGGIO: PARIGI


1) così per dire

secondo l'institut national de la statistique et des études économiques, il 28,64% della popolazione francese è costituito da gentaglia.

2) ospitalità

grazie ad un gruppo di individui di etnia non meglio definita che ha deciso di trasformare una centralissima via di parigi in una banlieue ricca di colpi di scena, la gita ha subito un po' di contrattempi.
solo l'ultimo giorno, infatti, la polizia è intervenuta massicciamente per ristabilire l'ordine consentendo al sottoscritto di chiudere occhio.
dato che questo blog si contraddistingue da sempre per l'approccio sobrio e signorile alle questioni, posso solo dire che spero li abbiano dapprima ben ben manganellati e poi rispediti nel buco del culo del mondo da cui la troia di loro madre li ha partoriti.

3) paris mon amour

sarà pure che parigi è una città romantica... di certo non è una buona idea scegliere come compagni di viaggio dei tecnici del ramo costruzioni. il numero di problematiche che vi sottoporranno sarà tale, e di tale portata, da non concedervi la rilassatezza cui tanto ambite;
a) verranno pertanto sollevate, nei confronti del proprietario dell'appartamento presso cui pernottate, diverse questioni riguardanti la rispondenza normativa dell'impianto elettrico e dell'impianto termico. il proprietario, che non parla né italiano né inglese, dapprima cercherà di capire quale sia il vostro problema. poi, una volta capito che i vostri amici stanno veramente questionando sull'opportunità di proteggere una linea elettrica con fusibile anziché con magnetotermico, vi manderà a cagare senza troppi complimenti;
b) verranno avanzate ipotesi sulla necessità di asfaltare e/o lastricare il piazzale antistante la tour eiffel che, essendo sterrato, può presentare problemi di viabilità nel caso di improvvisi acquazzoni;
c) verrà effettuato un rapido calcolo sulla probabilità di fulminazione di un corpo metallico così alto proprio nell'ora e mezza in cui prevedete di starci sopra;
d) a seguito del calcolo di cui al punto c) verrà effettuata una rapida analisi sul fatto che gli edifici intorno alla tour eiffel risultano autoprotetti e, di conseguenza, si constaterà che il louvre vede ridotto il rischio di incendio per sovratensione indotta, con buona pace degli amanti dell'arte;
e) sulle donne però sono tutti d’accordo.

si, forse la prossima volta è meglio andarci con una figa, a parigi.
prendo nota.

4) haccp - hazard analysis and critical control points

ora, non è per essere nazionalisti. ci mancherebbe. siamo il paese di pulcinella. ma voglio dire...
in europa rompono il cazzo ogni giorno con degli standard di sicurezza per la preparazione dei cibi che mettono in discussione la tradizione italica per la preparazione di prodotti quali formaggio, pizza, pasta, ecc.
ma, dico, non fanno mai un giro in città come parigi o berlino?
ma hanno mai visto i criteri con cui vengono preparate le crepes nei banchetti per strada o gli hot dog sotto la fernsehturm?
cristosanto!
dovrebbero darti, assieme al tovagliolo, anche una fialetta di enterogermina...
vabbè lasciamo perdere.

nota a margine: importare sacchetti di carta di formato lungo potrebbe rivelarsi un successo commerciale senza precedenti. sembra infatti che i francesi non ritengano che sia tecnicamente possibile realizzarli.

5) antichi saperi

a giudicare dal ricco panorama di sculture classiche che ho potuto ammirare al louvre e dall'alto della mia competenza decennale nell'ambito della critica alle opere d'arte mi sento di affermare senza tema di smentita che, anche nell'antichità, il culo piaceva bello sodo.

6) grandeur

il progettista della défence ce l'ha piccolo. non ho altre spiegazioni.
peraltro, se in epoca antica per costruire usavano la pietra, e gli edifici sono ancora tutti in piedi, un motivo ci sarà. si nota infatti che, mentre notre dame gode di splendida salute, l’arco della défence comincia a perdere pezzi qua e di là.
un'arco inutile.
simbolo perfetto della grandeur di un popolo che non ha un cazzo da insegnare.
nemmeno le guide consigliano di visitarlo, perchè non c'è niente che valga la pena di scoprire.
ottimo investimento direi.

7) parfum

vorrei portare l'attenzione dei francesi sulla rappresentazione olfattiva della loro città e, in particolare, sulla stazione metropolitana di chatelet da me ribatezzata per l'occasione "eau de cathelet" per gli intensi aromi che si possono sprigionare nel corso della permanenza nel sottosuolo.
ma, dico, con tutti i brand di profumi che ci sono al numero 16 di place vendome, non si potrebbe fare qualcosa???

9) brand new shoes

a parigi vanno di moda le scarpe da zoccola. di quelle che di solito le vostre amiche dicono: "eh, io non me le prenderei mai delle scarpe così. non sono affatto di classe. non vedo cosa ci possa trovare un uomo."
per fortuna le francesi se ne sbattono il cazzo delle vostre amiche e mettono in mostra delle splendide calzature da mignottona con laccetti e tacco minimo da 12 cm.
ci deve essere qualche legge che lo impone. perché non posso credere che tutte quante abbiano un conto aperto in un sexy shop.
consiglio: dite alle vostre amiche che le onitsuka tiger blu con strisce gialle le possono buttare nel cesso quando vogliono.
quelle non se le filerebbe neanche il mio amico gianni.
e gianni è uno che non vede figa da un bel po'. per cui fate voi.
io ve l'ho detto...

10) roxanne

interessante la visita a rue de saint deny. praticamente è come pigalle, con l'unica differenza che riesce ad essere addirittura più squallida (imperdibile il cameo della chiesa che celebra la funzione a porte aperte mentre il sexy shop di fronte offre massaggi al naturale per 30 euro con mignotte asiatiche).
se volete proprio andare a troie vi consiglio francoforte. (o almeno così mi dicono i bene informati).
unico momento interessante a parigi: dentro ad un sexy shop ho potuto constatare la presenza della sezione italia con il dvd "mia sorella...'na zoccola" con la mitica rossella como e il sempreverde salvo, magistralmente condotti dall'inossidabile regista oliver buzz.
che dire:ho provato un po' di orgoglio ad essere italiano.

11) drink

se proprio decidete di spendere 10 euro per sorseggiare 15 cc del peggiore champagne del mondo sulla sommità della tour eiffel per fare gli splendidi con un paio di turiste olandesi in short, verificate che l'adolescente brufoloso incaricato per la mescita abbia finito la cura dentale quotidiana mediante stuzzicadente.
il tutto potrebbe rivelarsi perfino controproducente.

domenica 30 maggio 2010

PROMEMORIA PER IL FUTURO


se durante un amplesso lei ad un certo punto geme e poi ti sussurra nell'orecchio "vorrei venire assieme a te" non è per niente una buona idea rispondere "dove?".

mercoledì 26 maggio 2010

COROLLARIO DI Em1x


un affezionato lettore che ha avuto la sfortuna di prendere 18 all'esame di analisi 1 mi scrive:

"E se perdere il lavoro conducesse ad un impiego più appagante e remunerativo? E se la migliore amica della tua ragazza fosse dedita alla pratica dell'ingoio senza tante storie?
E questo è perchè la filosofia spaccherà sempre il culo alla matematica."

ora. potrei semplicemente mandarvi a cagare. ma oggi mi sento buono.
non avrei voluto andare a spaccare il capello in due ma il punto è decisamente importante, ed è meglio approfondire.
se ci troviamo nelle condizioni evidenziate dal lettore, allora ci troviamo in una situazione simile a quella riportata in figura.
quindi noi ci troviamo in A però esiste anche un altro massimo B maggiore di A.
vale a dire che in realtà A è solo un massimo relativo.
e quindi non avevo realmente massimizzato la funzione S.




inoltre, l'incremento:



può essere calcolato solo in un intorno ben definito dello stato {xi} in cui mi trovo (in questo caso il massimo relativo).
pertanto quanto espresso dal lettore non è in contrasto con il PRINCIPIO DI SGRADEVOLE.

e questo è anche il motivo per cui i filosofi non trovano lavoro.

martedì 25 maggio 2010

TERZO ASSIOMA E PRIMO PRINCIPIO DI SGRADEVOLE


il
TERZO ASSIOMA DI SGRADEVOLE sulla felicità afferma semplicemente che:



un modo indubbiamente pomposo per dire che in un certo istante la variazione di felicità di un individuo può essere determinata moltiplicando la derivata della funzione, rispetto ad una certa variabile, per l’incremento della variabile stessa.
un modo carino che i matematici usano per dire che se una cosa sale significa che va verso l’alto, mentre se scende va verso il basso.
niente di più.
ovviamente, se ci troviamo su un massimo della funzione, e cioè se l’individuo è felice, le derivate sono nulle e la variazione della funzione S è pari a zero.
quindi se l’individuo è felice non gli conviene cambiare nessuna delle variabili in gioco altrimenti la sua felicità diminuisce di conseguenza in maniera evidente.
ciò significa che quando si è felici con la propria ragazza e al lavoro va tutto bene non è buona prassi provarci con la sua amica del cuore o dare dello stronzo al proprio capo.
come vedete, alla fine della fiera, e al di là del formalismo matematico, si tratta solo di regole di buon senso.

il cuore dell’intera teoria è costituita però dal cosiddetto

PRIMO PRINCIPIO DI SGRADEVOLE

il quale afferma che:



vale a dire che considerando un tempo sufficientemente lungo, qualcosa arriva sempre a turbare lo stato di felicità.
anche se voi siete stati fedeli e avete leccato il culo al vostro capo con la dovuta abilità che vi contraddistingue, prima o poi non vi sentirete più così garruli come prima.
è questo il motivo per cui normalmente la gente si trova l’amante, il motivo per cui le coppie si sciolgono ed anche il motivo per cui le donne non sono mai contente qualsiasi cosa facciate per loro.
per gli uomini, inoltre, t’ assume un valore particolare nell’intorno dei quarant’anni: il momento in cui di solito provano a reinventarsi una vita con lo scopo di massimizzare nuovamente S.

lunedì 24 maggio 2010

AUTOMATIC-DATE PROFESSIONAL


ma perchè non sviluppano un'applicazione per cellulare che automatizzi gli incontri tra singles evitando tutta quella noiosa trafila del tipo "ma dov'è che ti ho già vista?" "sei molto carina" e via discorrendo?
la mia idea sarebbe quella di fare un software in java (così gira su android e anche su symbian) che si basa sullo scambio automatico di informazioni tra cellulari via bluetooth.
uno nel proprio cellulare registra un profilo e, quando incontra un cellulare con un profilo che risponde ai requisiti impostati, suona e scambia in tempo reale un messaggio contenente i dati dell'altra persona.
dato che nel messaggio c'è anche la foto dell'altro profilo le due persone possono "trovarsi" semplicemente incrociandosi per strada, o sull'autobus, o dove cazzo gli pare.

ok, a questo punto sappiate che, se ci fate i soldi, l'idea è mia, è coperta da copyright, e vi faccio causa.
razza di cagacazzi rottinculo che non siete altro.

lunedì 10 maggio 2010

FACEBOOK #6


corollario allo studio precedente: se una si è iscritta in facebook, e non ha amici, allora è sicuramente zoccola.

FACEBOOK #5


secondo uno studio condotto dall'American Computer Institute di Pasadena pubblicato su Wireless Today di questo mese, è sempre possibile trovare almeno una zoccola su facebook,
partendo da una persona qualunque, e restringendo la ricerca al gruppo "amici degli amici".

venerdì 7 maggio 2010

SECONDO ASSIOMA


vedo già che alcuni tra voi cominciano a manifestare seri limiti di comprensione.
altri, per compensare, sono andati a leggere un post di qualche pro-ana.
bene. ma a noi checcefrega? che vadano a rivedersi le ultime cento puntate di quark speciale e poi tornino qui.
non sarà mica un problema nostro, no?
pertanto, andiamo subito al sodo:

SECONDO ASSIOMA DI SGRADEVOLE





"per ogni variabile all'interno del supporto esiste una funzione S che approssima lo stato dell'individuo, S*, a meno di un numero piccolo a piacere".

si noti comunque che viene dichiarata l'esistenza di S ma non la sua unicità.
infatti:



il lettore smaliziato, che di solito è quello che va a leggere altri blog e non questo, avrà notato che da un punto di vista strettamente logico il secondo assioma dovrebbe precedere il primo assioma.
lo so.
ma è un vezzo che mi conservavo dai tempi in cui studiavo termodinamica applicata.
è noto infatti che il secondo principio della termodinamica è stato scoperto in anticipo rispetto al primo principio.
o, meglio.
dovrebbe essere noto.
la maggior parte di voi non sa neanche come funziona un frigorifero.
scommetto che d'estate aprite la porta del frigo per raffreddare una stanza.
si, siete proprio quelli li.
è proprio vero che uno ha i lettori che si merita.

mercoledì 5 maggio 2010

PRIMO ASSIOMA


sgombrato il campo dal relativismo filosofico, che non serve ad un cazzo, entriamo nel merito delle questioni importanti.

PRIMO ASSIOMA DI SGRADEVOLE:

"il livello di felicità di una persona può essere rappresentato attraverso una funzione di stato il cui valore puntuale, in onore dello scienziato che ha formulato la teoria (cioè il sottoscritto), viene indicato con S.

S = f (xi, t)

dove xi sono tutte le variabili che possono influire su una variazione dello stato S.
e t è ovviamente il tempo".


il più grande insieme all'interno del quale i valori della funzione risultano definiti si chiama supporto della funzione f.
il supporto è quindi pari allo spazio delle esperienze di un individuo.
i supporti realtivi a due persone diverse potranno ovviamente essere diversi tra loro, pertanto anche il valore assunto dalla funzione f sarà diverso.
la separazione dei supporti è il motivo per cui a volte ci sembra strano che a certi individui possa piacere qualcosa che noi troviamo brutto, bizzarro o insensato: in quel caso sta semplicemente attingendo ad un supporto che non è il nostro.

ora converrete con me che lo scopo nella vita è quello di ottenere, per ogni t, il massimo valore di S.
e ciò si ottiene semplicemente massimizzando la funzione f.
il punto è, cari miei, che lo stato S varia non solo in funzione dei parametri xi ma, cosa ben più fastidiosa, anche in funzione del tempo.
vi faccio osservare che il tempo è l'unica cosa che cambia quando tutto il resto rimane uguale.

supponiamo di analizzare un caso semplice: un ipotetico individuo gretto ed incolto.
un individuo per cui la felicità è determinata solamente dal benessere economico (variabile x1) e dal sesso occasionale (variabile x2).
cioè il caso della maggior parte delle persone, per intenderci.
come supporto, in questo caso, utilizziamo pure un banale quadrato. per cui le variabili x1 e x2 possono variare solo tra un valore massimo ed uno minimo.
bene.
ora, se tutto andasse come ci si aspetta, la funzione f avrebbe un solo massimo. l'individuo gretto ed incolto potrebbe massimizzare il valore di S durante la propria scialba esistenza giungendo su Smax e rimanendo fermo lì, senza schiodarsi più.




il problema è che il tempo lo mette in culo anche alla più innocua delle teste di cazzo. pertanto, l'individuo in questione, si ritroverà suo malgrado ad allontanarsi da Smax per ritrovarsi presto su un altro punto della funzione f.
pertanto, anche se in un istante della vostra vita trovate il massimo della funzione, presto o tardi vi ritroverete a doverlo cercare di nuovo.



martedì 4 maggio 2010

LA TEORIA DELLA FELICITA' SECONDO SGRADEVOLE - PREMESSA


ci ho pensato proprio l'altro giorno.
era mattino.
ed è suonata la sveglia.
come al solito mi sono messo seduto sul bordo del letto, l'ho spenta, e mi sono alzato in piedi.
e così, mentre camminavo svogliato per la stanza, ho dimostrato senza ombra di dubbio che il relativismo filosofico è francamente inutile.
chiaro no?
no?
mi spiego meglio.
cosa c'è di così particolare nell'alzarsi in piedi al mattino?
beh, è semplice.
il punto è che non mi sono posto alcuna questione sull'esistenza del pavimento.
ci ho messo i piedi sopra e sono andato dritto e filato verso il bagno.
sarei potuto sprofondare in una voragine senza fondo. oppure avrei potuto trovare l'acqua del mare a bagnarmi i piedi. invece no. ho trovato proprio il mio solido, solito, pavimento in legno.
da un punto di vista strettamente teorico, il fatto che finora io abbia trovato un pavimento tutte le volte che mi sono alzato al mattino, non dimostra che il pavimento esista.
non dimostra nemmeno che io lo possa trovare sotto i miei piedi al mattino per il semplice motivo di avercelo trovato negli ultimi 7 anni.
in ogni caso non ci ho pensato un attimo.
mi sono messo in piedi ancor prima di constatare che il pavimento ci fosse.
niente di strano.
lo so che lo fate anche voi.
pertanto prendiamo semplicemente atto di una cosa.
di una cosa soltanto.
la mente umana non funziona secondo il relativismo.
la mente umana funziona secondo la teoria della probabilità.
ma quella della teoria della probabilità è un'altra storia, e ne parlerò un'altra volta, se ne avrò voglia.
quindi è probabile che no.
questa premessa mi serve solo per sgombrare il campo da affermazioni del tipo: non si può dire niente di generale sulle cose.
no, invece.
si può dire qulcosa di generale, eccome.
anzi, si deve.